Fiori d’autunno: il ciclamino napoletano.

Cyclamen hederifolium Aiton e il ciclamino “poliano” di Delle Chiaje

Dei tre ciclamini spontanei della flora italiana, due fioriscono in autunno ed uno solo di questi vive anche nelle regioni centro-meridionali. Di conseguenza in Terra di lavoro possiamo osservare due specie di ciclamini alternarsi durante l’anno:
Cyclamen repandum Sm. fiorisce da marzo a maggio;
Cyclamen hederifolium Aiton a a fioritura estiva-autunnale, da agosto a novembre.
In caso di dubbio (per esempio per determinare un esemplare erborizzato o fotografato senza riferimenti alla data), si può osservare la corolla. Nel caso del ciclamino napoletano essa presenta una “fauce” (l’apertura formata dove i lobi della corolla si ripiegano verso l’alto) interrotta, non formante un cerchio perfetto ma, piuttosto, un pentagono i cui vertici sono formati da piccole estroflessioni più chiare.

Fiore di Cyclamen hederifolium, con le caratteristiche estroflessioni alla fauce della corolla. (Monte Lucno, Teano, 23 settembre 2017)

Le foglie possono essere già presenti o no al momento della fioritura. Si sviluppano, così come i fiori, direttamente dal tubero, sono poco più lunghe che larghe, a contorno pentagonale con 5 lobi ottusi a volte impercettibili e margine dentato, con screziature bianche sulla pagina superiore. Ricordano vagamente quelle dell’edera, da cui deriva l’epiteto specifico ad opera del botanico scozzese Aiton.

Un gruppo di fiori sviluppatti probabilmente da un unico tubero prima della comparsa delle foglie. Teano, settembre 20217
Cyclamen hederifolium Aiton: oltre ai fiori si poossono osservare i peduncoli fiorali avvolti a spirale, le foglie screziate di verde chiaro. Nell’immagine anche le foglie di edera alla quale il ciclamino napoletano deve il suo epiteto specifico “hederifolium”.

Il botanico napolitano Michele Tenore pubblicò per la stessa specie la combinazione nomenclaturale Cyclamen neapolitanum Ten. nel 1816 (Prodromo. Fl. Nap., pag. LXVI [1]), non valida in quanto posteriore a quella di Aiton. Tuttavia è ancora usata nel 1872 da Nicola Terracciano [2] che segnala la specie nel parco della Reggia di Caserta.
Oggi se osserviamo un ciclamino in fiore dalla fine dell’estate a gran parte dell’autunno, lo possiamo nominare Cyclamen hederifolium Aiton. Più precisamente si distingue, in Calabria e Sicilia, la sottospecie confusum (Grey-Wilson) Grey-Wilson distinguibile dalla sottospecie-tipo soprattutto per le foglie più spesse e carnose e meno allungate.

Il ciclamino di Stefano delle Chiaje
Contemporaneo di Tenore, Stefano delle Chiaje, medico e naturalista, uno dei più grandi scienziati della sua epoca e nativo di Terra di Lavoro, descrisse una nuova specie di ciclamino dedicandola al suo maestro, lo zoologo Giuseppe Saverio Poli. Cyclamen poli Delle Chiaje fu descritto sulla base di alcune differenze con la specie nominale, in particolare le foglie più allungate e senza lobi evidenti [3]. Purtroppo tale entità, riferita a piante osservate dal Delle Chiaje “nella Selva di Pratella” (precisando nel protologo “Mastrati prope Pratellam” e “nella selva dei Pisciarielli di Riardo” e da piante provenienti dai dintorni di Pietramelara coltivate successivamente nell’orto botanico del Real Collegio Medico-Chirurgico di Napoli, non è considerata oggi una buona specie. I botanici Giardina e Raimondo nel 2007 hanno formulato una nuova combinazione nomenclaturale a livello di varietà della specie C. hederifolium [4]:
Cyclamen hederifolium Aiton var. poli (Delle Chiaje) Giardina e Raimondo.
Nota di tassonomia: in moltissimi cataloghi digitali il nome fra parentesi è solo “Chiaje” ma in campo zoologico è indicato, in modo completo, “Delle Chiaje”. Sopra è stata riportata la combinazione esattamente così come riportata da Giardina e Raimondo.
La varietà poli si riscontra, all’interno delle popolazioni del ciclamino napoletano, in diverse località ed ha interesse ornamentale.

Copiosa fioritura di Cyclamen hederifolium Aiton nel sottobosco. Monte Caievola (Vairano Patenora), settembre 2017

In Terra di Lavoro:
Cyclamen hederifolium Aiton subsp. hederifolium , famiglia Primulaceae
è comune in tutte le località, soprattutto nei rimboschimenti, boschi, scarpate erbose, dalla costa a oltre 1000 metri di quota. Segnalato da Terracciano per il parco della Reggia di Caserta [2] e successivamente per il Vulcano di Roccamonfina [5], Costa [6]. Altre osservazioni presenti nel nostro archivio floristico si riferiscono al Monte Sammucro, Tifatini, monti del Matese e monti di Vairano.


Note bibliografiche
[1] Tenore M 1816. Flora Napolitana: ossia, descrizione delle piante indigene del regno di Napoli, e delle piu rare specie di piante esotiche coltivate ne’giardini. Stamperia Reale, Napoli.
[2] Terracciano N 1872. Relazione intorno alle peregrinazioni botaniche fatte per disposizione della deputazione provinciale di Terra di Lavoro in certi luoghi della provincia. Tip. Nobile, Caserta.
[3] Delle Chiaje S 1824. Memoria sul ciclamino poliano. Giornale medico Napolitano 2(1). [attenzione, il titolo della versione digitale che si può trovare su google riporta un errore di grafia con “paliano” al posto di “poliano”.]
[4] Giardina G, Francesco MR, Spadaro V 2007. A catalogue of plants growing in Sicily. Bocconea 20: 5-582.
[5] Croce A, La Valva V, Motti R, Nazzaro R, Strumia S 2008. La flora vascolare del Vulcano di Roccamonfina (Campania, Italia). Webbia 63(2): 251 – 291. DOI: 10.1080/00837792.2008.10670844. link
[6] Croce A, Stinca A, Santangelo A, Esposito A 2019 Exploring vascular flora diversity of two protected sandy coastal areas in southern Italy. Rendiconti Lincei. Scienze Fisiche e Naturali 30(2): 323-336. Link

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